What’s new in Pediatric Imaging (Italian) – September 2020

3 mesi ago

ABDOMINAL IMAGING

 

Evaluating changes in diagnostic accuracy of ultrasound for appendicitis: does practice make perfect?

Austin-Page LR, Pham PK, and Elkhunovich M. Evaluating changes in diagnostic accuracy of ultrasound for appendicitis: does practice make perfect? Article in Press. J Emerg Med 2020; 1–10

https://doi.org/10.1016/j.jemermed.2020.06.001.

Quesito: come cambia l’accuratezza diagnostica dell’ecografia (US) per l’appendicite nel tempo dopo l’adozione di un protocollo in cui l’ecografia venga sempre utilizzata come prima metodica (US-first)?

Disegno dello studio: review retrospettiva dal 2009 al 2014.

Setting: Ospedale pediatrico, singolo centro, urbano, indipendente, con volume di pazienti in Pronto Soccorso (PS) > 70.000 all’anno; University of California-San Diego/Rady Children’s Hospital

Partecipanti: sono stati inclusi e revisionati 1.058 esami ecografici.

Intervento: l’esame ecografico come modalità di imaging iniziale nei bambini che si presentano al PS con dolore addominale.

Obiettivi: gli obiettivi primari erano l’accuratezza dell’ecografia nel tempo basata su un referto conclusivo (appendice normale completamente visualizzata o appendicite inequivocabile) o un referto equivoco (appendice non visualizzata o parzialmente visualizzata senza menzionare l’appendicite nel referto). L’accuratezza è stata anche analizzata in relazione al sesso del paziente, all’indice di massa corporea (BMI) e all’esperienza dell’ecografista. Gli obiettivi secondari erano la sensibilità e la specificità degli ultrasuoni per l’appendicite.

Risultati principali: in 5 anni, l’accuratezza diagnostica degli ultrasuoni per l’appendicite è migliorata significativamente dal 13,9% al 31,5% (P = 0,001) con una accuratezza complessiva del 24,5%. La sensibilità e la specificità complessive erano rispettivamente dell’80,7% e del 77,6%. Il genere maschile era significativamente associato a referti conclusivi (P <0,001) ed un BMI più elevato era significativamente associato a referti dubbi (P <0,001). L’esperienza dell’ecografista non è stata associata a referti conclusivi (P = 0,22).

Commento: L’ecografia è la modalità di imaging di prima linea in molte istituzioni per la valutazione dell’appendicite nei bambini; tuttavia, molte istituzioni dipendono ancora dalla TC come modalità iniziale. Questo studio mostra che l’accuratezza dell’ecografia migliora nel tempo, il che può incoraggiare altre istituzioni ad adottare l’ecografia come modalità iniziale. Purtroppo, questo studio classifica un’appendice non visualizzata o parzialmente visualizzata come equivoca. La maggior parte delle ricerche definisce normale un’appendice non visualizzata. Questa differenza nella categorizzazione migliora significativamente l’accuratezza riportata degli ultrasuoni nella diagnosi dell’appendicite.

 

Abdominal lymph node size in children at computed tomography

Spijkers S, Staats J.M., Littooij A.S. et al. Abdominal lymph node size in children at computed tomography. Pediatr Radiol 2020; 50, 1263–1270.

https://doi.org/10.1007/s00247-020-04715-z.

Quesito: qual è la dimensione normale dei linfonodi addominali nei bambini sottoposti a TC?

Disegno dello studio: studio retrospettivo dal 2012 al 2014.

Setting: singolo centro (University Medical Center Utrecht / Wilhelmina Children’s Hospital, Utrecht, Paesi Bassi).

Partecipanti: 152 bambini sani, di età compresa tra 1 e 17 anni, sottoposti a TC con mezzo di contrasto dopo trauma ad alta energia.

Obiettivi: misurazioni dei linfonodi per età e stazione comprese le dimensioni massime, i valori medi e i limiti superiori all’intervallo normale di riferimento. I criteri RECIST per adulti sono stati utilizzati come riferimento.

Risultati principali: per ciascuno dei 152 pazienti, sono state misurate almeno 3 stazioni linfonodali sul piano assiale e coronale per un totale di 647 linfonodi. I linfonodi più comunemente identificati erano inguinali (100%), mesenterici (99%) ed iliaci (98%). I limiti superiori (determinati mediante bootstrap statistico) dell’asse corto in assiale di tutte le stazioni linfonodali erano simili alle attuali linee guida per adulti (<10 mm) e variavano da 6,4 a 10 mm. L’asse corto in coronale ha superato l’intervallo di riferimento per le stazioni inguinale (12,4 mm) e mesenterica (11,2 mm). Utilizzando i criteri RECIST degli adulti, il 19% dei bambini avrebbe avuto uno o più linfonodi ingrossati (prevalentemente inguinali). Età del bambino e dimensione dei linfonodi erano correlati positivamente per tutte le stazioni (0,21-0,5, P <0,05).

Commento: questo studio fornisce dati normativi per le dimensioni dei linfonodi addominali e pelvici nei bambini. Gli autori forniscono valori sia per misurazioni assiali che coronali, sia dell’asse corto che lungo. In generale, l’asse lungo coronale aveva l’IC più ampio e non sono applicabili ai criteri RECIST. Pertanto, gli intervalli assiali dell’asse corto rappresentano una migliore opzione di riferimento.

 

Accurately distinguishing pediatric ileocolic intussusception from small-bowel intussusception using ultrasonography

Zhang M, Zhou X, Hu Q, et al. Accurately distinguishing pediatric ileocolic intussusception from small-bowel intussusception using ultrasonography. J Pediatr Surg 2020.

https://doi.org/10.1016/j.jpedsurg.2020.06.014.

Quesito: l’ecografia può distinguere tra intussuscezione ileocolica e dell’intestino tenue?

Disegno dello studio: studio retrospettivo dal 2018 al 2020.

Setting: Centro unico (Changsha Central Hospital, Hunan, Cina).

Partecipanti: 183 pazienti con intussuscezione, 123 casi di intussuscezione dell’intestino tenue e 60 casi di intussuscezione ileocolica.

Obiettivi: misurazioni ecografiche per il confronto quali il diametro della lesione, lo spessore del core adiposo, lo spessore della parete esterna, la lunghezza dell’intussuscezione, la presenza di linfonodi o del punto di transizione e l’aspetto della regione ileocecale.

Risultati principali: per l’intussuscezione ileocolica, il diametro medio era 28,9 mm, lo spessore del core adiposo era 11,4 mm, lo spessore della parete esterna era 6,5 mm, la lunghezza della lesione era 53,4 mm e 56 casi su 60 avevano linfonodi visibili. Non ci sono stati casi con una regione ileocecale che appariva normale e solo 5 su 60 (8%) avevano un colon ascendente di aspetto normale. Per l’intussuscezione dell’intestino tenue, il diametro medio era di 15,8 mm, lo spessore del core adiposo era di 2,5 mm, lo spessore della parete esterna era di 3,8 mm, la lunghezza della lesione era di 27,6 mm e solo 1 caso aveva i linfonodi visibili. La regione ileocecale si presentava normale in 104 casi su 123 totali (85%) ed il colon ascendente era normale in 120 casi su 123 totali (98%). Queste differenze erano tutte statisticamente significative con P <0,001.

Commento: l’intussuscezione ileocolica e dell’intestino tenue sono i tipi più comuni di intussuscezione nei bambini, ma il trattamento è diverso. L’intussuscezione ileocolica può portare a ischemia, necrosi e perforazione e quindi deve essere prontamente ridotta. La maggior parte delle intussuscezioni dell’intestino tenue sono transitorie e possono essere gestite in modo conservativo. Questo articolo mostra che l’ecografia può distinguere tra intussuscezione ileocolica e dell’intestino tenue in base ai parametri esaminati. Un normale aspetto ecografico della regione ileocecale e del colon ascendente può essere il miglior reperto per differenziare l’intussuscezione ileocolica e dell’intestino tenue.

 

CHEST IMAGING

 

Coronavirus disease 2019 (COVID-19) in children: a systematic review of imaging findings.

Shelmerdine SC, Lovrenski J, Caro-Dominguez P et al. Coronavirus disease 2019 (COVID-19) in children: a systematic review of imaging findings. Published online: 18 June 2020. Pediatr Radiol.

https://doi.org/10.1007/s00247-020-04726-w.

Quesito: quali sono i risultati dell’imaging nei casi pediatrici di COVID-19?

Disegno dello studio: revisione sistematica di 4 database (Medline, Embase, Cochrane, Google Scholar) in 5 anni.

Setting: Cina, Corea del Sud e Iran.

Articoli: 22 articoli inclusi (risultati di imaging del torace in 431 bambini)

Intervento: imaging del torace (TC del torace con o senza mezzo di contrasto e.v., radiografie del torace)

Obiettivi: reperti imaging iniziali, reperti imaging al follow-up (3-15 giorni dopo)

Risultati principali: il 34% dei pazienti sottoposti a TC del torace inizialmente presentava risultati normali. Le anomalie sono state osservate più comunemente nei lobi inferiori e unilateralmente. Il pattern di imaging più comune erano le opacità del vetro smerigliato (62,4%). I versamenti pleurici erano rari e nessun caso mostrava linfoadenopatia. All’imaging di follow-up, il 29% ha mostrato un miglioramento, il 25% è rimasto normale e il 9% ha mostrato una progressione.

Commento: questo studio illustra i comuni risultati di imaging del torace riscontrati nei pazienti pediatrici con COVID-19. Gli autori riconoscono diversi limiti, comprese le lacune nella valutazione dei bambini immunocompromessi e il fatto che la coorte provenisse principalmente dalla Cina. Sebbene COVID-19 sia noto da molto meno di 5 anni, gli autori hanno eseguito una ricerca bibliografica su un arco di 5 anni, presumibilmente per completezza. La loro diligenza si nota anche con 2 ulteriori ricerche in letteratura dopo la ricerca iniziale e l’inclusione di “letteratura grigia”. Questo manoscritto non affronta i risultati dell’imaging extra-toracico di COVID-19.

 

E-cigarette or vaping product use-associated lung injury in the pediatric population: imaging features at presentation and short-term follow-up

Wang KY, Jadhav SP, Yenduri NJS et al. E-cigarette or vaping product use-associated lung injury in the pediatric population: imaging features at presentation and short-term follow-up. Pediatr Radiol 2020; 50, 1231–1239.

https://doi.org/10.1007/s00247-020-04698-x.

Quesito: Quali sono i risultati di imaging più comuni del danno polmonare associato all’uso di sigarette elettroniche o prodotti da svapo (EVALI) alla TC?

Disegno dello studio: review retrospettiva.

Setting: Single center (Baylor College of Medicine / Texas Children’s Hospital, Houston, TX).

Partecipanti: 11 adolescenti con EVALI confermato o probabile.

Obiettivi: radiografie toraciche normali o anormali; reperti di imaging TC, in particolare risparmio peri-broncovascolare, subpleurico, lobulare, gradiente di opacità gravitazionale, consolidamento, opacità “a vetro smerigliato”, noduli, ispessimento dei setti interlobulari, pattern crazy-paving, cisti, distorsione architettonica o honeycombing, ispessimento della parete bronchiale, bronchiectasie, versamento pleurico, pneumotorace, versamento pericardico, pneumomediastino e linfoadenopatia ilare o mediastinica. È stato inoltre valutato l’accordo interosservatore.

Risultati principali: l’età media alla presentazione era di 15,7 anni. Sono stati inclusi 9 ragazzi e 2 ragazze. Tutti i pazienti avevano febbre e nausea e/o vomito. La dispnea era il solo sintomo in 5 casi su 11 e la tosse in 6 casi su 11 totali. Tutti i pazienti avevano radiografie del torace alla presentazione, in 10 casi su 11 erano anormali. La TC del torace era stata effettuata in 9 casi, tutti anormali. I risultati più comuni alla TC erano opacità a vetro smerigliato (9/9), ispessimento dei setti interlobulari (8/9), risparmio subpleurico (8/9), pattern crazy paving (8/9), linfoadenopatia (7/9) e consolidamenti (6/9). La risoluzione completa o quasi completa dei risultati di imaging è stata osservata in 5 casi su 6 al follow-up a breve termine (mediana 114 giorni).

Commenti: i casi segnalati di EVALI hanno raggiunto il picco nel 2019, con 2.807 casi e 68 decessi segnalati entro febbraio 2020. Questo studio riporta che i comuni risultati TC di EVALI negli adolescenti includono opacità del vetro smerigliato, ispessimento dei setti interlobulari e pattern crazy paving con risparmio subpleurico e linfoadenopatia. Poiché questi risultati non si adattano a un modello specifico di danno polmonare, una storia clinica del recente utilizzo di svapo e/o la mancanza di altre spiegazioni per i risultati sono fondamentali per la diagnosi. In particolare, febbre e sintomi gastrointestinali erano più comuni dei sintomi respiratori. Sebbene questi risultati siano coerenti con la letteratura per i risultati EVALI negli adulti, la piccola dimensione del campione e la mancanza di correlazione patologica sono dei limiti.

 

MUSCOLOSKELETAL RADIOLOGY

 

Validating 3D indexes in the non-surgical pectus excavatum patient.

Fuentes S, Pradillos-Serna JM, Berlioz M, et al. Validating 3D indexes in the non-surgical pectus excavatum patient. Article In Press. J Ped Surg 2020.

https://doi.org/10.1016/j.jpedsurg.2020.06.006.

Quesito: qual è l’accuratezza e l’affidabilità delle misure ottenute da uno scanner 3D portatile in pazienti con pectus excavatum (PE) con diversi gradi di gravità (lieve, moderata, grave)?

Disegno dello studio: studio prospettico e trasversale.

Setting: singolo centro; Servicio de Cirugía Pediátrica, Complejo Asistencial Universitario de León, Spagna.

Partecipanti: 28 bambini (21 bambini con PE e 7 bambini senza PE come controlli).

Intervento: imaging 3D della superficie tramite scanner a infrarossi portatile e RM limitata (controllo).

Obiettivi: Indice Haller 3D (3DHI), 3D Correction Index (3DCI), HI tradizionale e CI tradizionale tramite RM.

Risultati principali: è stata trovata una correlazione statisticamente significativa tra 3DHI e HI tradizionale (0,653, P <0,05) e tra 3DCI e CI tradizionale (0,724, P <0,01) nel gruppo di controllo. È stata osservata anche una correlazione statisticamente significativa tra 3DHI e HI tradizionale (0,576, P <0,05) e tra 3DCI e CI tradizionale (0,764, P <0,01) nel gruppo PE. I valori medi di HI e CI tradizionali su RM e 3DCI differivano a seconda della gravità (P <0,001). Tuttavia, le differenze tra i valori 3DHI non erano statisticamente significative tra i gruppi di gravità e i controlli.

Commento: nonostante l’esiguità campionaria, questo studio mostra che la tecnologia di imaging 3D di superficie è accurata e si correla bene con l’imaging in sezione trasversale tradizionale, indipendentemente dalla gravità della malformazione del PE. La facilità di accessibilità e la breve durata della scansione sono caratteristiche favorevoli della tecnologia e studi futuri potrebbero essere mirati a studiare la dinamica della malformazione durante la respirazione e la correlazione clinica con i sintomi. Il principale svantaggio della scansione 3D di superficie rispetto alla RM è l’incapacità di valutare la funzione cardiaca.

 

Microbiology and radiographic features of osteomyelitis in children and adolescents with sickle cell disease

Kao CM, Yee ME, Maillis A, et al. Microbiology and radiographic features of osteomyelitis in children and adolescents with sickle cell disease. Pediatr Blood Cancer 2020; e28517.

https://doi.org/10.1002/pbc.28517

Quesito: qual è la probabilità diagnostica nel determinare l’osteomielite nei bambini con anemia falciforme sulla base dei risultati di imaging?

Disegno dello studio: studio retrospettivo dal 2010 al 2019.

Setting: Single center (Emory University/Children’s Hospital of Atlanta, Atlanta, GA)

Partecipanti: 3553 pazienti con anemia falciforme, 20 casi totali di osteomielite in 19 pazienti (un paziente ha avuto 2 episodi di osteomielite a distanza di 2 anni), solo 19 dei 20 casi hanno imaging.

Obiettivi: Reperti imaging di osteomielite e infezione confermata dalla coltura.

Risultati principali: sono state eseguite 18 RM, 1 TC. L’evidenza RM di osteomielite è stata valutata retrospettivamente come definitiva in 4 casi su 19 (21%), probabile in 10 casi su 19 (53%) e sospetta in 5 casi su 19 (26%). Nei 9 casi confermati in coltura (sangue o colture chirurgiche), le RM sono state valutate come definitive in 2 casi (22%), probabili in 4 (44%) e sospetti in 3 (33%). Altre caratteristiche di imaging includevano ascesso o raccolta di liquidi nel 58% dei casi, miosite adiacente o edema muscolare nel 79%, versamento articolare nel 63% e osteonecrosi nel 47%.

Commento: l’osteomielite è causa di dolore muscoloscheletrico nei bambini con anemia falciforme. La classificazione della probabilità di osteomielite alla RM in questo studio evidenzia i limiti della sola RM nella diagnosi dell’osteomielite. È stato riscontrato che solo il 22% dei pazienti con colture positive presentava risultati RM considerati definitivi per l’osteomielite. Pertanto, vi è una forte necessità di collaborazione radiologica, microbiologica e clinica quando si prendono decisioni sulla diagnosi e sul trattamento.

 

Utility of ultrasound for evaluating masses in the pediatric population.

LeMoine B and Samet JD. Utility of ultrasound for evaluating masses in the pediatric population. Article In Press. Adv Clin Rad 2020.

https://doi.org/10.1016/j.yacr.2020.05.001.

Quesito: qual è l’accuratezza dell’ecografia nella valutazione pediatrica delle masse muscoloscheletriche dei tessuti molli e la frequenza di ulteriori esami imaging e interventi?

Disegno dello studio: studio retrospettivo dal 2007 al 2011.

Setting: singolo centro; Lurie Children’s Hospital di Chicago/Northwestern University

Partecipanti: 456 esami ecografici dei tessuti molli non vascolari e 505 masse (alcuni pazienti avevano masse multiple).

Intervento: valutazione ecografica comparata alla diagnosi anatomo-patologica quando disponibile. Le masse sono state considerate “benigne” dopo 2 anni di follow-up senza menzione di neoplasia e “indeterminate” se il paziente aveva < 2 anni di follow-up clinici e nessuna analisi anatomo-patologica.

Obiettivi: referto radiologico: assenza di massa, benigna, probabilmente benigna, indeterminata, maligna; frequenza di ulteriore imaging e frequenza di interventi basato sul referto radiologico.

Risultati principali: nessuna massa è stata osservata nel 12,3% dei casi. Il 41,7% dei casi è stato definito come “benigno”, il 21,5% come “probabilmente benigno”, il 24,1% era “indeterminato” e lo 0,4% è stato refertato come “maligno”. La frequenza di intervento variava dal 7,1% (“nessuna massa”) al 100% (“maligno”). Ulteriori esami di immagini sono state effettuati nel 9,4% dei casi, con la RM quale metodica più frequente.

Commento: Gli autori mostrano che la maggior parte delle masse dei tessuti molli in età pediatrica evidenziate all’ecografia sono benigne e relativamente poche sono state sottoposte ad ulteriori esami di imaging. Tuttavia, è possibile che masse più preoccupanti possano bypassare l’ecografia come primo esame e che la RM possa essere stata la modalità iniziale. I tassi di intervento delle masse “probabilmente benigne” ed “indeterminate” erano simili (32,7% vs 34,5%, rispettivamente), ma non è stata documentata malignità per nessuna delle masse “probabilmente benigne”. Ciò suggerisce che la sorveglianza clinica e di imaging può essere accettabile per masse “probabilmente benigne” piuttosto che l’intervento chirurgico.

 

NEURORADIOLOGY

 

Automatic machine learning to differentiate pediatric posterior fossa tumors on routine MR imaging.

Zhou H, Hu R, Tang O et al. Automatic machine learning to differentiate pediatric posterior fossa tumors on routine MR imaging. AJNR 2020; 41: 1279–85.

http://dx.doi.org/10.3174/ajnr.A6621

Quesito: come confrontare un modello automatico di apprendimento con un modello umano selezionato o con neuroradiologi esperti per quanto riguarda la differenziazione dei tumori pediatrici della fossa posteriore?

Disegno dello studio: studio retrospettivo.

Setting: singolo centro.

Partecipanti: 288 pazienti pediatrici con tumori della fossa posteriore.

Intervento: modello automatico di apprendimento tramite il Tree-Based Pipeline Optimization Tool (TPOT), una forma open source di machine learning che sceglie la pipeline di machine learning più ottimale senza intervento umano, vs. modelli generati dall’ottimizzazione manuale standard da un individuo esperto in machine learning (score Chi-quadrato/modello lineare generalizzato) vs esame qualitativo dell’imaging RM (2 neuroradiologi esperti).

Obiettivi: accuratezza del TPOT, modello scelto da esperti in machine learning e revisori qualitativi di RM per classificazioni a 3 vie (medulloblastoma vs. ependimoma vs. astrocitoma pilocitico) e classificazione binaria (medulloblastoma vs. non, ependimoma vs. non, astrocitoma pilocitico vs. non)

Risultati principali: per la classificazione a 3 vie, il TPOT ha ottenuto un’AUC di 0,91 con una precisione di 0,83, mentre il punteggio Chi-quadrato/modello lineare generalizzato aveva un’AUC di 0,92 con una precisione di 0,74. Il TPOT ha raggiunto un’accuratezza significativamente maggiore rispetto alla revisione qualitativa media di imaging RM degli esperti (0,83 vs 0,54, P <0,001). Non è stata osservata alcuna significatività statistica tra i due modelli di apprendimento automatico (P = 0,16). Per la classificazione binaria, TPOT ha ottenuto un’AUC di 0,94 con un’accuratezza di 0,85 per medulloblastoma vs. non, AUC di 0,84 con accuratezza di 0,8 per ependimoma vs. non e AUC di 0,94 con accuratezza di 0,88 per astrocitoma pilocitico vs. non.

Commento: un modello di machine learning automatico può funzionare in modo simile a un modello di machine learning basato sull’ottimizzazione manuale da parte di un esperto in machine learning e in maniera migliore rispetto a neuroradiologi esperti. Questo non è necessariamente sorprendente in quanto il riconoscimento di schemi è un punto di forza dell’apprendimento automatico. Nonostante questi risultati, l’apprendimento automatico non elimina la necessità dello standard di riferimento per la diagnosi istopatologica.

 

QUALITY & SAFETY

 

Trends in use of advanced imaging in pediatric emergency departments, 2009-2018

Marin JR, Rodean J, Hall M, et al. Trends in Use of Advanced Imaging in Pediatric Emergency Departments, 2009-2018JAMA Pediatr. Published online August 03, 2020.

doi:10.1001/jamapediatrics.2020.2209.

Quesito: come è cambiato l’uso dell’imaging avanzato negli ultimi 10 anni nei reparti di emergenza pediatrica in US?

Disegno dello studio: studio trasversale dal 2009 al 2018.

Setting: studio multicentrico che utilizza il Pediatric Health Information System, un database che include i dati di 52 ospedali pediatrici di assistenza terziaria negli Stati Uniti.

Partecipanti: 32 Pronto Soccorso, oltre 26 milioni di visite al Pronto Soccorso pediatrico.

Obiettivi: cambiamento nell’uso della TC, dell’ecografia e della RM nel corso di 10 anni. Gli obiettivi secondari includevano la durata della degenza in PS, i ricoveri e i tassi di ri-visita in PS a 3 giorni.

Risultati principali: ci sono state un totale di 26.082.062 visite al Pronto Soccorso da 9.868.406 bambini. L’imaging avanzato (TC, US o RM) è stato eseguito in 1.919.283 con un aumento dal 6,4% delle visite nel 2009 all’8,7% nel 2018. L’uso della TC è diminuito dell’1% (dal 3,9% al 2,9%), ma gli ultrasuoni sono aumentati del 3,3 % (dal 2,5% al 5,8%) e RM dello 0,3% (dallo 0,3% allo 0,6%). Tutti i cambiamenti sono risultati statisticamente significativi con P <0,001. Nel complesso, i tassi di ricovero e di rivalutazione in PS a 3 giorni sono diminuiti.

Commento: negli ultimi 10 anni, si è registrato un aumento complessivo dell’uso dell’imaging avanzato per le visite al pronto soccorso pediatrico. L’uso della TC è diminuito mentre è aumentato l’uso di modalità non ionizzanti come ecografia e RM. Ciò può essere dovuto a campagne come Image Gently e Choosing Wisely, nonché al crescente utilizzo degli ultrasuoni nella diagnosi della patologia addominale. È ora possibile utilizzare protocolli RM più rapidi e più brevi per valutare gli shunt senza sedazione. L’aumento complessivo dell’uso dell’ecografia non è compensato dalla diminuzione della TC, aumentando la possibilità che gli ultrasuoni siano ora abusati o applicati a una gamma più ampia di indicazioni. I limiti di questo studio includono la mancanza di valutazione delle indicazioni e il fatto che sono stati inclusi solo gli ospedali pediatrici di assistenza terziaria, quindi questi risultati potrebbero non essere generalizzabili ad altri contesti. Alcuni ospedali per cure non terziarie potrebbero non avere la tecnologia o l’addestramento/personale ecografista per scegliere la risonanza magnetica o l’ecografia rispetto alla TC.

References
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